Progetti di viaggio internazionale.

… con uno sguardo al 2026

Le nostre linee progettuali di viaggio e cooperazione — che ci piace immaginare come “vie” aperte alla conoscenza e alla comunicazione — attingono alla storia delle nostre attività di programmazione culturale e prendono corpo anche dai tanti progetti Europei Erasmus+ e di cooperazione internazionale realizzati in questi anni.

Questi due aspetti, la programmazione culturale qui a Roma e le attività di scambio e collaborazione in molti luoghi, hanno sempre avuto un punto in comune:

  • La ricerca di un giusto equilibrio tra la costruzione di rapporti “sani” con le istituzioni rappresentative dei territori che abbiamo percorso.
  • La costruzione di una rete di relazioni fatta di dialogo tra buone prassi con le componenti della società civile organizzata e non, sempre presenti e garanti della legittimità della narrazione dei propri luoghi e culture.

Un altro punto di interesse è la nostra ricerca di un equilibrio all’interno di un progetto di conoscenza che si vuole basare su:

  • Un approccio di studio di un “passato conosciuto” che va sempre riletto e reinterpretato alla luce delle nuove complessità.
  • Un presente che incombe.
  • Un futuro pieno di incognite, ma che va consapevolmente sostenuto e disegnato diventandone attori consapevoli.

Questo è l’atteggiamento che abbiamo avuto e vogliamo mantenere. Per questo la nostra proposta si arricchisce di:

  • Nuove idee.
  • Tavoli con nuovi protagonisti.
  • Spunti per affrontare al meglio la complessità che ci attende.

Andiamo alla scoperta di mondi e culture, vicini e lontani, con entusiasmo e piacere percorrendo nuove e vecchie “vie”. Durante i nostri viaggi fuori e dentro le nostre case, abbiamo compreso, con l’esperienza, che mondi e culture sono molti e diversi. Sono tutti importanti ed è necessario conoscerli, poiché sono specchi che riflettono il nostro. Conoscerli ci permette di capire meglio noi stessi, di definire la nostra identità attraverso il confronto e il dialogo con gli altri.

Viaggiare con noi non significa necessariamente fare i bagagli e partire. Ciò che proponiamo non sono viaggi ma *progetti di viaggio*.

  • Esistono tanti tipi di viaggiatori, anche coloro che amano “spostarsi” senza allontanarsi da casa, studiando mappe e strade, ipotizzando itinerari, immaginando luoghi e storie attraverso le parole di altri.
  • Anche a noi piace farlo, ed è per questo che costruiamo progetti in cui il viaggio in sé ne è solo una parte, importante ma non fondamentale, perché accompagnata da percorsi di approfondimento e conoscenza fatti di:
    • Incontri con esperti.
    • Narrazioni, seminari e brevi corsi.
    • Cibo tradizionale.
    • Momenti conviviali di musica e danze.

Ci chiediamo spesso quale sia veramente la forza che ci spinge a viaggiare.

  • Il bisogno continuo di stupirci con qualcosa di nuovo?
  • Oppure semplice curiosità?

Forse questa forza è proprio la ricerca della risposta: essere sempre in movimento, indagare sulle tracce di chi ha percorso strade e luoghi prima di noi, sempre concentrati, pieni di idee, di ipotesi, di progetti. Nomadi e viandanti infaticabili, per i quali ogni viaggio è uno sforzo, un’indagine tesa a conoscere la vita, il mondo, noi stessi, gli altri.

…mi resi conto che nelle zone di frontiera regnava il silenzio. Un mistero e un silenzio dai quali ero attratto e intrigato. Ero sempre tentato di scoprire che cosa ci fosse di là, dall’altra parte. Mi chiedevo che cosa si provasse nel varcare una frontiera. Che cosa si sentiva? Che cosa si pensava? Doveva essere un momento di grande emozione, turbamento, tensione. Cosa c’era dall’altra parte? (…) Quello che volevo era semplicemente varcare una frontiera, quale che fosse: non mi premevano lo scopo, il traguardo, la meta, ma il mistico e trascendente atto in sé di varcare la frontiera.

Ryszard Kapuściński, “In viaggio con Erodoto”

La bussola che abbiamo usato per orientarci nelle nostre proposte di viaggio, cooperazione e diplomazia culturale segue le tracce di Kapuściński e ci porta in luoghi dove:

  • Confine e frontiera non sono—o sono state—solo parole.
  • Forte è la necessità di dare sostegno, ascolto e visibilità a comunità, popoli, minoranze che da sempre incontriamo per scambiare e arricchire un patrimonio comune di conoscenza.

Ci hanno chiesto: *“Parlate e raccontate di noi”*.

*È quello che stiamo facendo.*